
Credo di aver elaborato il mio venticinquesimo anno di età con l’immagine di una finestra aperta, no anzi con quella di una porta aperta verso l’interno di una casa nuova, con pareti, soffitti e pavimenti totalmente bianchi, spoglia perché vuota e da riempire, luminosa, radiosa di un atmosfera calda, pacifica che sa’ placare le inutili ansie, le agitate corse del tutto e del niente,i troppi affanni del tanto e male.
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Il pavone, uccello favorito di Giunone, si querelò un giorno con la sua dea di non aver’il canto del piccolo rusignuolo. A cui rispose la sdegnata sorella e moglie di Giove: "Contentati, o sciocco, del molto che nel general compartimento de’ beni ti toccò in sorte. Tu sei vinto nel canto del rusignuolo, ma quegli è vinto da te nella grandezza e nella beltà delle piume".
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"A volte penso che questo sia il nostro vero errore: credere di avere tutto il tempo che vogliamo. Che il tempo in realta’ non esista…
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Nella mia nuova pagina di vita la cosa più bella che potesse accadermi…..un corso di danza di 16 bambine, tra i 6 e i 9 anni.
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…vivo a mio modo.. seguendo principi che mi hanno insegnato, che crescendo ho scoperto, che per sopravvivere ho fatto miei. Sono essenziali,spontanei, fanno parte di me e con me coesistono in una coerenza quasi perfetta, direi anche spietata..?
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Non ci posso credere…non mi sembra ancora vero…sono riuscita finalmente ad attivare il blog nella nuova piattaforma!!
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Io prevedo il tremolio
Delle luci che in lontananza
Stanno segnando il mio ritorno
Sono le stesse che rischiararono
Con i loro pallidi riflessi
Fionde ore di dolore
E sebbene non desiderai il ritorno
Sempre si torna al primo amore
La tranquilla strada dove l?eco disse
?tua è la sua vita, tuo è il suo amare?
sotto il ?guardare le stelle
che con indifferenza oggi tornano a me
tornare
con la fronte avvizzita
le nevi del tempo
argentarono le mie tempie
sentire
che è un soffio la vita
che vent?anni non sono niente
che febbrile è lo sguardo
errante nell?ombra
ti cerca e nomina il tuo nome
vivere
con l?anima ostinata
ad un dolce ricordo
che piango un?altra volta
ho paura dell?incontro
con il passato che torna
a confrontarsi con la mia vita
ho paura delle notti
che, popolate di ricordi,
incatenano il mio sognare
però il viaggiatore che sente
prima o poi trattiene il suo andare
e sebbene il dimenticare
che tutto distrugge
abbia ucciso la mia vecchia illusione
custodisco nascosta una umile speranza
che è tutta la fortuna del mio cuore
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